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Colesterolo: come leggere i valori del referto

Illustrazione di una provetta accanto a un referto di laboratorio

Colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi: cosa sono

Il referto degli esami del sangue riporta solitamente quattro valori legati ai grassi nel sangue (il cosiddetto profilo lipidico). Il colesterolo totale è la somma di tutte le frazioni di colesterolo presenti nel sangue. Il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein) è comunemente chiamato "colesterolo cattivo": trasporta il colesterolo dal fegato ai tessuti e, in eccesso, tende a depositarsi nelle pareti delle arterie, contribuendo nel tempo alla formazione delle placche aterosclerotiche. Il colesterolo HDL (High Density Lipoprotein), o "colesterolo buono", svolge invece un ruolo opposto: raccoglie il colesterolo in eccesso dai tessuti e lo riporta al fegato. I trigliceridi sono un'altra classe di grassi circolanti, influenzati in modo particolare da alimentazione, peso corporeo e consumo di alcol.

Alcuni referti riportano anche il colesterolo non-HDL (colesterolo totale meno HDL), un valore che comprende tutte le lipoproteine potenzialmente aterogene e che il cardiologo può utilizzare, insieme agli altri parametri, per una valutazione più completa.

Perché non esiste un valore "normale" uguale per tutti

È una delle domande più frequenti in visita: "il mio colesterolo LDL è nella norma?". La risposta, dal punto di vista cardiologico, non dipende solo dal numero riportato nel referto. Le linee guida europee della Società Europea di Cardiologia (ESC) non indicano un singolo valore soglia valido per chiunque, ma obiettivi di LDL differenziati in base al rischio cardiovascolare individuale, calcolato tenendo conto di età, pressione arteriosa, abitudine al fumo, altri fattori di rischio e presenza di eventuali patologie cardiovascolari già note.

In termini generali, le linee guida indicano obiettivi progressivamente più stringenti al crescere del rischio: orientativamente inferiore a 116 mg/dL nelle persone a rischio basso, fino a target più bassi, inferiori a 100, a 70 o a 55 mg/dL, nelle persone rispettivamente a rischio moderato, alto o molto alto. Si tratta di indicazioni generali: la classificazione del rischio individuale e la definizione dell'obiettivo specifico spettano sempre al medico, sulla base della storia clinica completa.

Stile di vita e farmaci: chi decide cosa

Alimentazione, attività fisica regolare, controllo del peso corporeo e astensione dal fumo hanno un impatto documentato sui valori di colesterolo, in particolare su LDL e trigliceridi, e rappresentano sempre il primo intervento da considerare. Quando lo stile di vita non è sufficiente a raggiungere l'obiettivo individuale, o quando il rischio cardiovascolare è elevato, il medico può valutare l'introduzione di una terapia farmacologica, calibrata sul singolo paziente.

È importante non modificare né interrompere una terapia ipolipemizzante (ad esempio una statina) di propria iniziativa: la decisione su avvio, dosaggio ed eventuale sospensione di un farmaco spetta al medico, che valuta insieme all'efficacia anche la tollerabilità e le altre condizioni cliniche del paziente.

Un aiuto per orientarsi: lo strumento SCORE2

Per farsi un'idea generale del proprio rischio cardiovascolare a partire da alcuni parametri di base, lo studio mette a disposizione il calcolatore SCORE2, basato sull'algoritmo di rischio raccomandato dalle linee guida europee. Si tratta di uno strumento informativo, utile come punto di partenza per una conversazione con il cardiologo: non sostituisce la valutazione clinica, che tiene conto anche di elementi non riducibili a un punteggio.

Quando è utile una valutazione cardiologica

Un referto con valori di colesterolo elevati, una familiarità per malattie cardiovascolari precoci, oppure il desiderio di capire come interpretare il proprio profilo lipidico nel contesto del rischio personale sono tutte buone ragioni per richiedere una valutazione specialistica. In sede di check-up cardiologico il profilo lipidico viene analizzato insieme agli altri fattori di rischio, per arrivare a un inquadramento complessivo e, se necessario, a un piano di gestione personalizzato.

Nota importante

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce la valutazione del medico. Se hai sintomi in corso — dolore al petto che non passa, fiato corto improvviso, svenimento — chiama subito il 112.

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