Vai al contenuto principale

Ipertensione Arteriosa

Valutazione, diagnosi e gestione della pressione arteriosa elevata presso lo Studio Cardiologico di Piacenza.

Cos'è l'ipertensione arteriosa

L'ipertensione arteriosa è una condizione caratterizzata da valori di pressione del sangue costantemente superiori alla norma. Viene definita quando la pressione sistolica supera i 140 mmHg e/o la diastolica supera i 90 mmHg in misurazioni ripetute.

Si tratta di uno dei principali fattori di rischio modificabili per le malattie cardiovascolari. In Italia interessa circa il 30-35% della popolazione adulta, con una prevalenza che aumenta con l'età.

Le linee guida europee ESC 2024 hanno cambiato il modo di classificare i valori, introducendo una categoria intermedia che prima non esisteva:

  • Pressione non elevata: inferiore a 120/70 mmHg.
  • Pressione elevata: sistolica fra 120 e 139 mmHg o diastolica fra 70 e 89 mmHg. Non è ancora ipertensione, ma il rischio cardiovascolare comincia a salire già qui: in chi ha altri fattori di rischio può essere opportuno un trattamento, e in tutti vanno riviste le abitudini di vita.
  • Ipertensione: valori pari o superiori a 140/90 mmHg in misurazioni ripetute.

La classificazione in Grado 1, 2 e 3 usata fino alle linee guida precedenti non viene più impiegata per decidere il trattamento; i valori pari o superiori a 180/110 mmHg restano invece una soglia che richiede una valutazione in tempi brevi, come indicato più avanti.

L'ipertensione è nella grande maggioranza dei casi essenziale (primitiva), ovvero senza una causa identificabile. In una minoranza di pazienti, tipicamente giovani o con ipertensione resistente alla terapia, può essere secondaria a patologie renali, endocrine (iperaldosteronismo, feocromocitoma, patologie tiroidee) o vascolari (coartazione aortica, stenosi dell'arteria renale). L'identificazione di queste forme è importante perché possono beneficiare di un trattamento mirato.

Sintomi e segni

L'ipertensione, nella grande maggioranza dei casi, non dà alcun disturbo, nemmeno quando i valori sono molto alti: si scopre misurando la pressione, non aspettando di sentirsi male. Non esiste un sintomo che permetta di capire da soli se la pressione è alta, e l'assenza di disturbi non è una rassicurazione.

Mal di testa al risveglio, vertigini, ronzii alle orecchie e sangue dal naso vengono spesso attribuiti alla pressione alta, ma non ne sono sintomi affidabili: ciascuno ha altre cause molto più frequenti, e la loro assenza non dice nulla sui valori. Un affanno nuovo durante sforzi che prima si affrontavano senza problemi merita invece di essere riferito al medico, qualunque sia la pressione.

Proprio perché l'ipertensione è quasi sempre silenziosa, il controllo periodico della pressione è l'unico modo per accorgersene: dopo i 40 anni almeno una volta l'anno, prima se c'è familiarità o altri fattori di rischio.

Quando non si aspetta

Una pressione uguale o superiore a 180/110 mmHg, confermata da una seconda misurazione dopo qualche minuto di riposo, va gestita subito: se si accompagna a dolore al petto, affanno improvviso, mal di testa violento e insolito, disturbi della vista o della parola, debolezza di un lato del corpo o confusione, chiama il 112 — sono i segni di un possibile danno d'organo in atto. Se invece il valore è alto ma non ci sono disturbi, non serve il pronto soccorso e non vanno prese dosi extra di farmaci di propria iniziativa: si contatta il medico curante o il cardiologo nelle ore successive, perché la pressione va abbassata in modo graduale.

Fattori di rischio

  • Familiarità per ipertensione arteriosa
  • Età superiore ai 50 anni
  • Sovrappeso e obesità
  • Consumo eccessivo di sale nella dieta
  • Sedentarietà
  • Fumo di sigaretta
  • Consumo eccessivo di alcol

Complicanze dell'ipertensione

L'ipertensione arteriosa non trattata o non adeguatamente controllata determina nel tempo un danno progressivo a carico degli organi bersaglio. A livello cardiaco provoca ipertrofia ventricolare sinistra, condizione che predispone allo scompenso cardiaco e alle aritmie. A livello cerebrale rappresenta il principale fattore di rischio per l'ictus ischemico ed emorragico.

I reni sono particolarmente vulnerabili all'ipertensione: il danno progressivo alla microcircolazione renale può condurre alla nefropatia ipertensiva e, nei casi avanzati, all'insufficienza renale cronica. Anche le arterie periferiche e la retina sono sede di danno vascolare. La valutazione del danno d'organo è parte integrante dell'inquadramento cardiologico del paziente iperteso e guida l'intensità del trattamento.

Diagnosi

La diagnosi di ipertensione arteriosa si basa sulla misurazione ripetuta della pressione in ambulatorio (pressione clinica), integrata quando necessario dal monitoraggio pressorio delle 24 ore (ABPM) o dall'automisurazione domiciliare (HBPM). Questi metodi consentono di identificare condizioni particolari come l'ipertensione da camice bianco o l'ipertensione mascherata.

La valutazione cardiologica comprende l'elettrocardiogramma (ECG) per individuare eventuali segni di ipertrofia ventricolare sinistra, l'ecocardiogramma per valutare la struttura e la funzione del cuore, e gli esami ematochimici (funzionalità renale, glicemia, assetto lipidico, elettroliti) per inquadrare il profilo di rischio cardiovascolare globale e identificare eventuali cause secondarie di ipertensione.

Approccio terapeutico

Il trattamento dell'ipertensione arteriosa prevede un approccio integrato che comprende modifiche dello stile di vita e, quando indicato, la terapia farmacologica. Le modifiche dello stile di vita includono la riduzione dell'apporto di sale (obiettivo inferiore a 5 g/die), il mantenimento di un peso corporeo adeguato, l'attività fisica aerobica regolare (almeno 150 minuti alla settimana), la moderazione nel consumo di alcol e la cessazione del fumo.

Le principali classi di farmaci antipertensivi comprendono gli ACE-inibitori, i sartani (ARB), i calcio-antagonisti, i diuretici e i beta-bloccanti. La scelta della terapia è personalizzata in base al profilo di rischio del paziente, alle comorbidità presenti e alla tollerabilità dei farmaci. L'obiettivo indicato dalle linee guida europee ESC 2024 è una pressione sistolica fra 120 e 129 mmHg, con diastolica fra 70 e 79, quando questi valori sono raggiungibili e ben tollerati: è un bersaglio più basso di quello indicato in passato, perché il beneficio si estende anche sotto i 130 mmHg. Nelle persone anziane o fragili, e in chi non tollera valori così bassi, l'obiettivo si individualizza: si punta al valore più basso che il paziente sopporta bene, senza ipotensione, vertigini o cadute. I controlli periodici servono a verificare l'efficacia del trattamento e l'aderenza terapeutica.

Non si sospende da soli

La terapia antipertensiva non va sospesa né ridotta di propria iniziativa quando la pressione è tornata normale: è normale perché la terapia sta funzionando, e sospenderla riporta i valori al punto di partenza nel giro di giorni. Con alcune molecole — i beta-bloccanti in particolare — l'interruzione improvvisa può provocare un rialzo della pressione e della frequenza oltre i livelli di partenza. Se compare un disturbo che si sospetta legato al farmaco — tosse secca, gonfiore alle caviglie, vertigini alzandosi in piedi — si riferisce al medico: nella maggior parte dei casi si risolve cambiando molecola o dose, senza rinunciare al trattamento.

Quando rivolgersi al cardiologo

È opportuno richiedere una valutazione cardiologica quando si riscontrano valori pressori ripetutamente elevati, oppure in presenza di:

  • Valori di pressione arteriosa superiori a 140/90 mmHg in misurazioni ripetute
  • Valori pari o superiori a 180/110 mmHg, anche isolati e anche senza disturbi: vanno valutati in tempi brevi, non al prossimo controllo di routine
  • Familiarità per malattie cardiovascolari precoci
  • Difficoltà nel raggiungere un adeguato controllo pressorio con la terapia in corso
  • Ipertensione arteriosa in soggetti giovani (sotto i 40 anni)
  • Necessità di valutare il danno d'organo associato all'ipertensione

Informazioni

Prevalenza
30-35% della popolazione adulta italiana
Età tipica
Aumenta progressivamente dopo i 40-50 anni
Diagnosi
Misurazione pressoria, ECG, ecocardiogramma

Prenota una visita

Per una valutazione della pressione arteriosa e del rischio cardiovascolare

Prenota visita WhatsApp: 350 598 6380 Telefono: 0523 609 546

Nota importante

Queste informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la valutazione del medico. Se hai sintomi in corso — dolore al petto che non passa, fiato corto improvviso, svenimento — chiama subito il 112.

Un controllo della pressione arteriosa

Visita cardiologica e, se necessario, ECG per inquadrare i valori pressori e il rischio cardiovascolare. Visite il martedì a Piacenza.