Vai al contenuto principale

Scompenso Cardiaco

Diagnosi e gestione dello scompenso cardiaco presso lo Studio Cardiologico di Piacenza.

Che cos'è lo scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco è la condizione in cui il cuore non riesce più a pompare il sangue in quantità sufficiente a soddisfare le richieste dell'organismo, o ci riesce solo a costo di pressioni elevate all'interno delle sue camere. Non è una singola malattia: è il punto di arrivo comune di condizioni diverse — infarto pregresso, ipertensione trascurata per anni, malattie delle valvole, cardiomiopatie, alcune aritmie.

È una condizione frequente e in aumento, soprattutto oltre i 70 anni, ed è la prima causa di ricovero ospedaliero nella popolazione anziana. Va detto con chiarezza: è una condizione seria, ma è anche una di quelle in cui la terapia moderna ha cambiato di più la prognosi negli ultimi quindici anni.

Le due forme, secondo la classificazione 2026

Le linee guida europee ESC 2026 hanno semplificato la classificazione. Prima esistevano tre categorie in base alla frazione di eiezione — la percentuale di sangue che il ventricolo sinistro espelle a ogni battito; oggi le categorie sono due:

  • Scompenso a frazione di eiezione ridotta: frazione di eiezione inferiore al 50%. Il cuore si contrae meno di quanto dovrebbe.
  • Scompenso a frazione di eiezione preservata: frazione di eiezione pari o superiore al 50%. Il cuore si contrae normalmente ma si riempie male, perché il ventricolo è diventato rigido. È la forma più frequente nell'anziano, nella donna, e in chi ha ipertensione, obesità o diabete, ed è quella che più spesso viene riconosciuta tardi.

Le stesse linee guida hanno sostituito il termine «scompenso acuto» con «scompenso decompensato», perché non sempre il peggioramento è improvviso: in molti pazienti si tratta di un declino graduale, che dà il tempo di intervenire se lo si riconosce.

Gli stadi: si può intervenire prima dei sintomi

Le linee guida descrivono lo scompenso per stadi, dal rischio alla malattia avanzata. È un modo per dire una cosa importante: si interviene prima che compaiano i sintomi.

  • Stadio A — Nessuna malattia cardiaca, ma fattori di rischio presenti: ipertensione, diabete, obesità, chemioterapie cardiotossiche, familiarità per cardiomiopatia. Qui si previene.
  • Stadio B — Un'alterazione cardiaca già documentata (per esempio una riduzione della funzione del ventricolo dopo un infarto) senza sintomi.
  • Stadio C — Scompenso conclamato, con sintomi presenti o passati.
  • Stadio D — Scompenso avanzato, con sintomi che persistono nonostante la terapia ottimale: è la fase in cui si valutano opzioni specialistiche in centri dedicati.

Sintomi e segni

  • Dispnea da sforzo Affanno per attività che prima si facevano senza difficoltà: salire una rampa di scale, camminare in salita, portare la spesa. È il sintomo più comune e quello che più spesso viene attribuito all'età
  • Ortopnea e dispnea notturna Difficoltà a respirare da sdraiati, che costringe ad aggiungere un cuscino, o risvegli improvvisi con affanno dopo una o due ore di sonno
  • Gonfiore alle caviglie e alle gambe Edemi che compaiono o peggiorano nel corso della giornata e lasciano l'impronta del dito
  • Aumento rapido del peso Due o tre chili in pochi giorni non sono grasso: sono liquidi trattenuti, e sono il segnale più precoce di un peggioramento
  • Stanchezza e ridotta tolleranza allo sforzo Affaticamento sproporzionato rispetto a quello che si sta facendo
  • Tosse secca persistente, soprattutto da sdraiati Spesso scambiata per un problema respiratorio

Quando l'attesa non è appropriata

Vanno valutati subito, in pronto soccorso e non in ambulatorio:

  • affanno a riposo o che impedisce di parlare a frasi intere;
  • affanno che sveglia di notte e non passa mettendosi seduti;
  • dolore toracico associato all'affanno;
  • perdita di coscienza;
  • aumento di peso di oltre due chili in tre giorni con gonfiore alle gambe in peggioramento rapido.

Diagnosi

La diagnosi parte dalla visita: la storia clinica, i sintomi e l'esame obiettivo orientano già in modo decisivo. Si completa con:

  • Elettrocardiogramma, che è quasi sempre alterato nello scompenso e raramente normale: un ECG del tutto normale rende la diagnosi meno probabile.
  • Peptidi natriuretici (BNP o NT-proBNP), un esame del sangue: valori bassi rendono lo scompenso improbabile e servono soprattutto a escluderlo.
  • Ecocardiogramma, l'esame chiave: misura la frazione di eiezione, valuta le dimensioni e la rigidità delle camere, studia le valvole e stima le pressioni polmonari. È l'esame che dice di quale forma di scompenso si tratta e da che cosa dipende.
  • Esami del sangue di completamento (funzione renale, elettroliti, emocromo, funzione tiroidea, assetto marziale), perché anemia, carenza di ferro e disfunzione tiroidea peggiorano lo scompenso e sono correggibili.

Approccio terapeutico

Nello scompenso a frazione di eiezione ridotta la terapia si fonda su quattro classi di farmaci, che agiscono su meccanismi diversi e vanno usate insieme, a dosi progressivamente crescenti: gli inibitori del sistema renina-angiotensina (ACE-inibitori, sartani o sacubitril/valsartan), i beta-bloccanti, gli antagonisti del recettore mineralcorticoide e le gliflozine (inibitori di SGLT2). Ciascuna di queste classi, presa da sola, riduce mortalità e ricoveri; insieme, il beneficio è molto maggiore della somma delle singole. È il motivo per cui il cardiologo insiste sul raggiungere tutte e quattro, e non su una sola alla dose massima.

Le linee guida ESC 2026 hanno esteso l'indicazione agli antagonisti del recettore mineralcorticoide nello scompenso cronico indipendentemente dalla frazione di eiezione, e hanno introdotto per la prima volta, come opzione da considerare, i farmaci semaglutide e tirzepatide nei pazienti con frazione di eiezione preservata e obesità: in questa forma di scompenso il peso non è un elemento accessorio, è parte del meccanismo.

Accanto ai farmaci restano le misure che il paziente gestisce ogni giorno — il controllo del peso, l'attenzione al sale, l'attività fisica regolare adattata, la vaccinazione antinfluenzale — e, quando indicati, i dispositivi impiantabili e le procedure interventistiche, fra cui la riparazione della valvola mitrale per via percutanea.

Non modificare la terapia da soli

I farmaci dello scompenso non vanno sospesi né ridotti di propria iniziativa, nemmeno quando ci si sente bene: ci si sente bene perché la terapia funziona. Se compare un disturbo che si sospetta legato a un farmaco — vertigini, pressione bassa, tosse, gonfiore — si parla con il medico prima di cambiare qualcosa.

Quando rivolgersi al cardiologo

Una valutazione cardiologica è indicata in presenza di:

  • Affanno per sforzi che prima si sostenevano senza difficoltà
  • Gonfiore alle caviglie che compare o peggiora
  • Aumento di peso rapido e non spiegato dall'alimentazione
  • Necessità di dormire con più cuscini rispetto a prima
  • Diagnosi di scompenso già nota, per il monitoraggio periodico e l'aggiustamento della terapia
  • Riscontro occasionale di una frazione di eiezione ridotta in un ecocardiogramma, anche in assenza di sintomi
  • Infarto pregresso, ipertensione di lunga data, diabete o chemioterapia cardiotossica: sono le condizioni in cui lo scompenso si previene

Informazioni

Prevalenza
Frequente e in aumento, prima causa di ricovero ospedaliero nella popolazione anziana
Età tipica
Frequenza in aumento oltre i 70 anni
Diagnosi
ECG, peptidi natriuretici, ecocardiogramma

Prenota una visita

Per una valutazione della funzione cardiaca e l'impostazione della terapia

Prenota visita WhatsApp: 350 598 6380 Telefono: 0523 609 546

Nota importante

Queste informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la valutazione del medico. Se hai sintomi in corso — dolore al petto che non passa, fiato corto improvviso, svenimento — chiama subito il 112.

Una valutazione per lo scompenso cardiaco

Visita cardiologica, ECG ed ecocardiogramma per inquadrare la funzione cardiaca e impostare la terapia. Visite il martedì a Piacenza.