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Prevenzione cardiovascolare dopo i 40 anni

Illustrazione di un cuore stilizzato protetto da uno scudo

Perché la prevenzione è importante

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia e in Europa. Eppure, una quota significativa di eventi cardiovascolari potrebbe essere prevenuta attraverso il controllo dei fattori di rischio modificabili e una diagnosi precoce delle condizioni predisponenti. Dopo i 40 anni, il rischio cardiovascolare aumenta progressivamente e giustifica un approccio preventivo strutturato.

I fattori di rischio da conoscere

I principali fattori di rischio cardiovascolare comprendono l'ipertensione arteriosa, il diabete mellito, la dislipidemia (colesterolo elevato), il fumo di sigaretta, l'obesità, la sedentarietà e la familiarità per malattie cardiovascolari precoci. Alcuni di questi fattori, come la familiarità e l'età, non sono modificabili; la maggior parte, tuttavia, può essere corretta con interventi sullo stile di vita e, quando necessario, con la terapia farmacologica.

Quali controlli effettuare

Dopo i 40 anni, è consigliabile sottoporsi a una valutazione cardiologica di base che comprenda:

  • Visita cardiologica con anamnesi e auscultazione
  • Elettrocardiogramma (ECG) a 12 derivazioni
  • Misurazione della pressione arteriosa
  • Esami ematochimici: glicemia, colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi, creatinina
  • Ecocardiogramma (in presenza di fattori di rischio o sintomi)

Con quale frequenza

Non esiste una scadenza uguale per tutti. Le linee guida europee sulla prevenzione cardiovascolare (ESC 2021) indicano di far stimare il proprio rischio cardiovascolare dopo i 40 anni negli uomini e dopo i 50 nelle donne o dopo la menopausa, e anche prima se ci sono fattori di rischio: familiarità per malattie cardiovascolari in giovane età, ipertensione, diabete, colesterolo alto, fumo, obesità. È il risultato di quella stima, valutato insieme al medico, a dire ogni quanto ha senso ricontrollarsi. Una prima stima orientativa si può ottenere con il calcolatore SCORE2.

Anche un rischio basso non è un risultato definitivo: le stesse linee guida suggeriscono di ripetere la stima nel tempo, per esempio ogni 5 anni, pur riconoscendo che non esistono dati che indichino l'intervallo giusto. Se compare un sintomo nuovo, non si aspetta il controllo successivo.

Il ruolo dello stile di vita

L'attività fisica regolare (almeno 150 minuti alla settimana di attività aerobica moderata), un'alimentazione equilibrata (dieta mediterranea), il mantenimento di un peso corporeo adeguato, la cessazione del fumo e la moderazione nel consumo di alcol rappresentano i pilastri della prevenzione cardiovascolare primaria. Queste misure, apparentemente semplici, hanno un impatto documentato sulla riduzione del rischio di infarto miocardico, ictus e scompenso cardiaco.

Oltre ai controlli periodici programmati, è opportuno richiedere una valutazione cardiologica in caso di sintomi come dolore toracico, dispnea (difficoltà respiratoria), palpitazioni, vertigini o perdita di coscienza. Una valutazione tempestiva consente di escludere patologie significative o di intraprendere precocemente il percorso diagnostico e terapeutico appropriato.

Nota importante

Questo articolo ha scopo divulgativo e non sostituisce la valutazione del medico. Se hai sintomi in corso — dolore al petto che non passa, fiato corto improvviso, svenimento — chiama subito il 112.

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